Domenica
5 Settembre 2010
Luna Nuova
Santo del giorno
san Lorenzo Giustiniani vescovo
Evento del giorno
Madre Teresa di Calcutta.

05/09/2010
Luna Nuova
Santo del giorno:
san Lorenzo Giustiniani vescovo
I Giustiniani era tra i più nobili di Venezia. Lorenzo (1381-1455) non solo volle farsi frate, e già la miseria del saio non piaceva alla famiglia, ma come novizio (nella Congregazione dei monaci dell'Isola di San Giorgio) andava in giro per la città, fin sotto casa, a chiedere l'elemosina. Perché non fosse riconosciuto per quello che era – il rampollo di una grande casata – i servi gli andavano incontro in tutta fretta con i due pani che egli accettava, purché si spicciasse ad andarsene. Lorenzo pensava che la rigenerazione della Chiesa passasse anche di lì, dall'umiliazione, dal disprezzo del mondo, dalla vittoria su se stessi. Dopo due anni di sacerdozio viene nominato priore della comunità. Non avendo grandi doti di predicatore, scrive – sia trattati teologici per chi li sa leggere sia opuscoletti pratici destinati al popolo. Viene eletto vescovo e, con la soppressione del patriarcato di Grado, diventa il primo patriarca di Venezia. Anche in questo ruolo continua a portare personalmente vesti e cibo ai poveri.
Altri Santi:
  • san Pietro Tu è un sacerdote vietnamita canonizzato nel 1988
  • il beato Gentile da Matelica (XIII-XIV secolo) fu un frate minore missionario e martire in Persia
  • san Vito (XI secolo) era un monaco benedettino di Pontida
da ricordare:
Madre Teresa di Calcutta.
Il 5 settembre 1997 muore Madre Teresa di Calcutta, nata in Macedonia (1910), albanese di nazionalità. Battezzata come Agnes Gonxha, cambiò nome in Teresa (per ricordare Teresa di Lisieux o di Gesù Bambino) quando, a 18 anni, dopo un'adolescenza difficile segnata dalla povertà seguita alla perdita del padre, si trasferì in Irlanda ed entrò nell'Istituto della Beata Vergine Maria, o delle Suore di Loreto. Ma lasciò subito l'Irlanda per l'India: arrivò a Calcutta agli inizi del 1929. Per un quindicennio fu immersa nell'insegnamento della storia e della geografia nella scuola per ragazze della comunità St. Mary di Entally, nella zona orientale di Calcutta, distinguendosi anche per le sue qualità di organizzatrice che la portarono ad assumere la direzione della scuola nel 1944. Fuori dalla mura del convento, che era di fatto un collegio di lusso, c'era uno degli slums più miserabili della città – un mondo separato del quale Teresa aveva un'idea vaga, letteraria. Finché un giorno, mentre era in treno diretta a Darjeeling, si sentì chiamata a una vita diversa: lasciare il convento per vivere in mezzo ai più poveri fra i poveri. Gesù in sogno le diceva: "Ho sete." Era il mondo dei diseredati che aveva sete. Lasciò Entally nel 1948 (l'India stava allora conquistando la sua indipendenza politica dal Regno Unito) con in tasca cinque rupie e vestendo il 'sari' bianco orlato di azzurro che portavano le donne più povere: diventerà l'abito distintivo della comunità delle Missionarie della Carità che nel 1950 ricevette il riconoscimento ufficiale dalla archidiocesi di Calcutta e presto cominciò ad operare anche in altre città dell'India, e in seguito – nei tardi anni 60 – aprì case in Venezuela, a Roma, in Tanzania e poi in paesi di tutti in continenti, anche in quelli a regime comunista come l'Unione sovietica, l'Albania, Cuba. Cosa faceva Teresa? Cosa continuano a fare i membri delle sue comunità? Vanno nei sobborghi più poveri delle città, visitano le famiglie, assistono i malati. Idealismo e concretezza, pragmatismo e utopia. Teresa si definiva "la piccola matita di Dio", uno strumento nelle Sue mani; e quando la matita fosse diventata inservibile il Signore l'avrebbe buttata via e sostituita con un'altra matita. Oggi i suoi figli spirituali operano in orfanotrofi e lebbrosari, fra i moribondi, in case di accoglienza per anziani e ragazze madri. Sono non meno di 5000 persone, compresi due rami maschili, distribuite in circa 600 case, ai quali si aggiungono migliaia di volontari e laici consacrati. A Teresa è stato consegnato nel 1978 il Premio Balzan "per l'eccezionale abnegazione con la quale ha dedicato tutta la sua vita per soccorrere, in India e in altri paesi del mondo, le vittime della fame, della miseria e delle malattie, gli abbandonati e i morenti". Le è stato assegnato nel 1979 il Premio Nobel per la pace. È stata beatificata nel 2003 da Giovanni Paolo II.
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