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Sabato 31 Luglio 2010
Ultimo Quarto 
Santo del giorno
sant'Ignazio di Loyola
Evento del giorno
Conquista del k2.
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31/07/2010
Ultimo Quarto
Santo del giorno:
sant'Ignazio di Loyola
Il 1521 è l'anno cruciale nella vita di Ignazio. In quanto nobile e figlio di un uomo di severi princìpi, era destinato alla carriera ecclesiastica, ma per un certo periodo fu lasciato libero di dedicarsi alle occupazioni tipiche del tempo per chi se le poteva permettere: la caccia, i tornei, la vita militare. Il giorno in cui fu colpito da una palla di cannone la sua vita cambiò: per passare il tempo si mise a leggere la vita di Gesù e da allora "mai pose il più piccolo consenso nelle cose della carne" – la conversione più radicale alle cose dello spirito. Smise la spada e la depose ai piedi della Madonna di Monserrat. Assistette gli ammalati per un anno. Andò pellegrino a Roma e da Venezia si imbarcò per la Terra Santa. Tornò e si diede agli studi nell'università di Parigi dove, assieme ad altri (fra cui Francesco Saverio), fece voto di povertà e castità e si fece sacerdote. Fondò la Compagnia di Gesù (gesuiti) che Paolo III approvò nel 1540. Creò il Collegio Romano, futura università Gregoriana, che avrebbe fatto di Roma il centro mondiale degli studi teologici. I gesuiti saranno fra i principali artefici della ripresa spirituale della chiesa dopo la riforma protestante.
Altri Santi:
- san Giustino di Jacobis (1800-60) è lucano. Fu l'apostolo dell'Abissinia, dove venne mandato come missionario, ma fu successivamente nominato mandato apostolico e vescovo. Fu perseguitato e messo in carcere. Canonizzato nel 1988
- san Pietro Qui, morto nel 1859, è un martire vietnamita. Canonizzato nel 1988
- san Calimero (II secolo), vescovo di Milano ed evangelizzatore della Val Padana, subì il martirio sotto l'imperatore Commodo
da ricordare:
Conquista del k2.
Il 31 luglio 1954 una spedizione italiana guidata da Ardito Desio raggiunge a 8611 metri di altezza la vetta del K2, o Karakorum 2, la seconda cima del Karakorum dopo l'Everest, nella catena dell'Himalaya, al confine tra la Cina e il Kashmir pakistano. Il nome K2 risale alla metà del XIX secolo: fu coniato dall'inglese Montgomery, uno dei tanti che cercarono allora, in mezzo a mille avventure, di realizzare una mappa dell'immenso territorio che si stende fra il lago d'Aral e la catena montuosa che chiude a nord il subcontinente indiano, al fine di individuare per quali strade le potenze europee, in particolare la Russia, avrebbero potuto minacciare i confini dell'India, allora campo di azione economica a politica dell'Inghilterra. Dall'inizio del XX secolo c'erano stati pochi altri tentativi di scalare la grande montagna: il più fruttuoso era stato quello del Duca degli Abruzzi che aveva aperto la via dello sperone est, lo Sperone degli Abruzzi. Nel 1954 l'Italia aveva bisogno di fiducia: era un paese sconfitto che cercava di rifarsi, e il K2 divenne la montagna simbolo della ripresa, la montagna degli italiani. Arrivarono in cima in due: Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, ma nel 'gruppo di testa' della spedizione c'erano anche Walter Bonatti, Erich Abram e Ubaldo Rey. Ardito Desio era quel che si dice un duro, oltre che un uomo di grandissima esperienza. La spedizione era partita molto male, con la morte di Mario Puchoz, una guida di Courmayeur, per polmonite complicata da edema polmonare. Ma Desio decise di andare avanti comunque creando un clima difficile nel gruppo, mettendo una distanza fra sé e gli altri. Lo strappo finale, dagli 8050 metri alla vetta, fu reso particolarmente difficile dalla duplice circostanza che le bombole di ossigeno risultarono inutilizzabili a causa di una scorretta miscela di gas e si esaurirono a 200 metri dalla cima: ciò che compromise l'equilibrio psicofisico dei due alpinisti e provocò gravi congelamenti alle mani di Compagnoni. Ci furono altri malintesi pesanti: per esempio, il mancato appuntamento fra Bonatti e i due capofila, che costrinse Bonatti a bivaccare a 8000 metri. Le polemiche dilagarono e si protrassero per anni, soprattutto fra Bonatti e Lacedelli, oscurando la grandezza dell'impresa. A ricordo della quale si organizzò nel luglio 2004 la Spedizione celebrativa K2 1954-2004, comprendente 33 alpinisti: raggiunsero la cima Silvio Mondinelli e Karl Unterkircher.
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