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Domenica 5 Febbraio 2012
Luna Piena 
Santo del giorno
sant’Agata vergine e martire
Evento del giorno
Apollo 14. Terremoto in Calabria.
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05/02/2012
Luna Piena
Santo del giorno:
sant’Agata vergine e martire
Catania, III secolo. "Agata, fanciulla di nobile famiglia, bellissima di corpo e pura di cuore, santamente venerava il Signore. Il console della Sicilia, Quinziano, lussurioso, avaro e idolatra, desiderava prendersi in moglie la beata vergine Agata perché egli era di umile origine e quella era nobile; perché la bellezza della fanciulla eccitava i suoi sensi e le ricchezze di lei erano un'esca per la sua avarizia; inoltre essendo un adoratore degli idoli avrebbe voluto che anch'essa tributasse ai suoi dei ogni onore." Questo scrive la Legenda aurea di Jacopo da Varagine. È il copione consueto, quasi favolistico, della vergine martire. Non riuscendo ad averla, Quinziano l’accusa di vilipendio della religione di Roma. La fa catturare, non riesce a sedurla, la processa, la fa torturare: Agata rimane nella sua fede. Le fa tagliare i seni, ma la ragazza miracolosamente guarisce. Ordina che sia bruciata, ma un terremoto scuote la città. Agata morirà in cella. È patrona di Catania, della Repubblica di San Marino e dei pompieri.
Altri Santi:
Tra i santi di oggi:
- san Luigi Ibarchi (XVI secolo), un ragazzo dodicenne giapponese crocifisso con venticinque compagni
- san Leone Carasumo, anch’egli giapponese dello stesso secolo, martirizzato dopo che era tornato da un pellegrinaggio a Roma
- san Filippo di Gesù, martire francescano di origine messicana, martire in Giappone anch’egli nel XVI secolo
- i santi Albino e Genuino (VII secolo), vescovi rispettivamente di Bressanone e di Sabion
da ricordare:
Apollo 14. Terremoto in Calabria.
- il 5 febbraio 1971 la navetta Apollo 14 sbarca sulla luna. Il primo sbarco era avvenuto nel 1969 con Apollo 11. Quello di Apollo 14 è il terzo sbarco. Pilota del modulo di comando fu Stuart Roosa, pilota del modulo lunare Edgar Mitchell. Comandante della missione Alan Shepard. Il lancio da Cape Canaveral era avvenuto il 31 gennaio, in condizioni atmosferiche critiche. Ci furono gravi problemi in fase di estrazione del nodulo lunare parcheggiato all’interno del razzo: ci vollero sei tentativi per riuscirci. La prima attività fuori bordo durò 5 ore e fu utilizzata per la messa in opera degli strumenti necessari agli esperimenti programmati. Nella seconda escursione (quasi 4 ore e mezza) si doveva raggiungere il perimetro superiore del cratere Cone per prelevarne campioni di roccia, ma la meta non fu raggiunta e anzi il nuovo veicolo (il Modular Equipment Trnasporter) sprofondò nella polvere. Gli astronauti persero l’orientamento camminando sul suolo della luna. Shepard lanciò due palline da golf, che rotolarono per centinaia di metri. La missione terminò il 9 febbraio con un atterraggio di estrema precisione
- il 5 febbraio 1783 iniziò per la Calabria un terribile periodo sismico che durò fino al marzo successivo, con risentimenti vasti in molte regioni del meridione. In 182 paesi le distruzioni furono quasi totali, tanto che 33 di essi erano destinati alla ricostruzione in siti diversi. Le vittime furono 35.000. Per le risorse necessarie alla ricostruzione, programmata dal governo borbonico, si attinse alle molte proprietà che la chiesa aveva nel territorio. A leggere le ampie cronache dell’epoca (se ne è occupato il Placanica, Il filosofo e il terremoto, Einaudi, 1985) l’attivismo e la tempestività dei Borboni farebbe qualche invidia ai governi di oggi
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