Storia e presenze
I Giochi di Liberetà, uno sguardo al passato
Li chiamavano 'Giochi d’Argento'. Era il 1995 e per la prima volta si cercava di tradurre in realtà il grande bisogno di socialità manifestato dagli anziani. Cosa si voleva fare? Da un lato rendere possibile l’espressione di talenti e passioni che non si erano potuti coltivare negli anni dell'attività lavorativa; dall’altro dare una risposta al bisogno di stare insieme, di conoscere delle persone con cui si avesse qualcosa da condividere.
Il modello erano stati i tornei di bocce organizzati a livello nazionale da Liberetà nel 1993 e 1994. L’idea fu quella di una prima tornata di gare di livello comprensoriale a cui sarebbe seguita la fase regionale. Le discipline? Pittura, Poesia, Bocce, Fotografia, Ballo, Briscola. E personaggi come Ernesto Treccani e Nicola Crocetti presidenti, rispettivamente, delle giurie di Pittura e di Poesia.
Nel 1999 i Giochi d’Argento diventano 'Giochi di Liberetà': i primi due anni si svolgono a Salice Terme, i successivi (2001-2005) quattro a Boario Terme nella splendida cornice di Bormio, nel 2006 a Ponte di Legno.
Cambio di nome, cambio dei luoghi, innovazione nelle discipline. Accanto alle Poesie arrivano i Racconti. Tra le gare compaiono prima il Tennis, poi – dal 2005 – la Pesca.
Con la creazione dell’Area benessere anche i Giochi di Liberetà hanno un nuovo slancio:
- se ne rende capillare la diffusione sul territorio: si raggiungono tutti i comuni intercettando le attività che si facevano in modo sporadico e non organizzato
- si dà una risposta reale e concreta al bisogno sia di socializzazione che di valorizzazione del saper fare dei pensionati attraverso i loro molteplici hobbies;
- le finali regionali, pur conservando la centralità delle gare, delle mostre, dei tornei, diventano una festa – in questo, i cinque anni di Bormio ci hanno notevolmente aiutato.
I Giochi di Liberetà, uno sguardo al futuro
I territori rimangono il luogo in cui si deve svolgere il grosso del lavoro dei Giochi. Sono ormai rimasti davvero pochi quelli che li vivono come un fastidio, un impegno in più – vanno convinti che sono invece una grossa opportunità, un momento di vera socializzazione.
Dobbiamo trovare le persone giuste e motivate: quelle che ci sono devono essere maggiormente appoggiate e responsabilizzate. Nei comprensori dove i Giochi sono ormai una realtà, l'obiettivo è di estenderli ancora di più: lo si può raggiungere se si riesce a coinvolgere i centri anziani da un lato e i comuni dall’altro. Per assurdo (ma non troppo!) potremmo arrivare ad organizzare in ogni comune una gara specifica dei Giochi territoriali.
Sarebbe poi importante che tutte le segreterie di comprensorio, in fase di impostazione di bilancio, destinassero una specifica voce di spesa relativa all’Area benessere di cui i Giochi sono una parte. In questo modo i responsabili saprebbero fin dall’inizio di qual budget possono disporre. Con tanti anni di esperienza, tutti sono ormai in grado di fare un preventivo, anche riferendosi a quanto si è fatto in altri comprensori.
Dove e quando 1995-2005
Le presenze 1995-2005