Martedì
22 Maggio 2012
Luna Crescente
Santo del giorno
santa Rita da Cascia religiosa
Evento del giorno
Morte di Gaetano Bresci. Patto d'acciaio.

Nel territorio della provincia di Sondrio l’agricoltura non è mai stata praticata su larga scala. Il territorio era utilizzato per il pascolo e il foraggio e solo nei terrazzi a mezza montagna si coltivavano patate, mais e cereali resistenti al freddo – orzo, grano saraceno, segale, miglio, avena. Era importante la castagna, da cui si ricavava anche una farina. L’attività principale era l’allevamento del bestiame che dava latte, formaggi, salumi, condimenti, come burro e pancetta fritta (alla fine dell’800 perfino l’insalata era condita col burro). Ogni famiglia provvedeva al proprio sostentamento: ecco perché la gran parte dei piati tradizionali sono molto frugali.

Con l’introduzione del mais e del grano saraceno entra nella cucina la polenta e diventa il piatto principale, consumata sia da sola sia con formaggio, salame, insalata. In alternativa c’erano le zuppe di verdure, fagioli, orzo. I più abbienti arricchivano la tavola con cacciagione, pesci d’acqua dolce, lumache, gamberi di fosso.

Erano poveri anche i mezzi di cottura. I pastori negli alpeggi estivi non avevano altro che un paiolo e un bastone (taracc o taraj) per mescolare. Le famiglie benestanti avevano una pentola di bronzo per la trippa e le lunghe cotture delle minestre d’orzo, una padella di ferro per i kisciö e i cicc (le schiacciate di farina nera e formaggio) e una pentola di pietra ollare (lavécc), tipica della Valmalenco, che è diventata il simbolo della cucina locale.

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