
Dopo l’acqua, è la bevanda più diffusa. Dappertutto, si direbbe, tranne che in Italia, anche se l’interesse verso il tè sembra in aumento in questi ultimi tempi. È una pianta sempreverde originaria della Cina, del Tibet e dell’India settentrionale. Ha piccoli boccioli bianchi che somigliano a roselline. Sono stati recentemente scoperti alberi da tè, nel Sichuan, dal tronco colossale e dall’altezza che arriva fino a 12 metri. Ma per le necessità della raccolta vengono potati a 60-90 centimetri.
La bevanda è un infuso che si ottiene lasciando le foglie a bagno in acqua calda o bollente per un periodo di tempo variabile dai 2 ai 7 minuti. L’infusione è il metodo migliore per ricavare dalla pianta i principi attivi e mantenerne le proprietà, senza alterarne la struttura chimica. Tuttavia non è l’infusione quale noi la conosciamo l’unica tecnica di preparazione: non è usata per esempio né nella Cerimonia giapponese del tè, né in India.
Preparazione
- Scaldare la teiera (preferibilmente con acqua minerale naturale).
- Mettervi un cucchiaino di foglie di tè a persona, più uno per la teiera.
- Portare l’acqua quasi a ebollizione e versarla nella teiera.
- Chiudere col coperchio e lasciare in infusione per 3-4 minuti.
- Filtrare.
- Zuccherare con non più di un cucchiaino.
- Dopo l’uso, sciacquare la teiera con sola acqua.
Tenete distinte una teiera per i tè classici e una per i tè aromatizzati.
Consigliamo per la prima colazione il classico English Breakfast; i più adatti col latte sono alcune miscele di Ceylon, di Assam e di Darjeeling. Per il pomeriggio sono indicati i tè più profumati: l’Earl Grey al bergamotto, lo Spiced Tea (nero con chiodi di garofano e scorzette d’arancia), il Darjeeling e i tè alla frutta.
Per dopo cena sono ideali le miscele a minor contenuto di teina, come il Formosa Oolong.