Previdenza complementare per i pubblici dipendenti
Previdenza complementare:
non vale, al momento, per i dipendenti pubblici
Il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto legislativo n. 252/2005 relativo alle misure di revisione del sistema pensionistico complementare che riguardano anche l’utilizzo del Tfr.
Le novità non riguardano i dipendenti pubblici ed entrano in vigore dal 2008.
Numerosi i cambiamenti rispetto alla disciplina oggi vigente del Tfr, cominciando dal conferimento tacito, per passare alle nuove modalità di tassazione delle prestazioni e dei contributi ed alle misure compensative per le imprese, per lo smobilizzo del Tfr.
La riforma, si ribadisce, non riguarda il settore del pubblico impiego.
L’estensione per questa categoria necessiterà di norme specifiche di attuazione della delega contenuta nella legge 243 dell’agosto 2004. Nessuna estensione, quindi, del silenzio assenso.
I dipendenti pubblici il cui comparto ha già un proprio fondo negoziale istituito, possono continuare liberamente a manifestare una esplicita scelta di adesione.
Per il personale delle amministrazioni pubbliche si prevede la possibilità di istituire, mediante contratti collettivi nazionali e integrativi, forme pensionistiche complementari (art.3, comma 2 Dlgs, 252/2005).
Per i lavoratori della Scuola sia privata che pubblica già dall’anno 2003 esiste il Fondo Pensioni Espero.
Espero è il Fondo nazionale pensione complementare per i lavoratori della scuola.
Il Fondo Pensione è nato a seguito dell’accordo istitutivo del 14/03/2001 fra le Organizzazioni Sindacali del settore (Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal, Gilda-Unams, Cida) e l’Aran e al successivo atto costitutivo del 17/11/2003.