Negoziazione
Più volte in questi anni si è discusso della ‘titolarità negoziale’ del sindacato dei pensionati sottolineando come questa non possa né debba esprimersi in termini corporativi, ma debba essere un completamento e rafforzamento della contrattazione confederale. Così come si sta discutendo del bisogno di un confronto e di un coinvolgimento nell’elaborazione delle piattaforme anche delle associazioni di promozione sociale, del volontariato.
Ad oggi l’attività negoziale dei sindacati dei pensionati si può dire generalizzata e consolidata sia nei confronti dei Comuni, che delle Province, sia con le Regioni che col governo nazionale, quando questo lo permette.
L’esperienza lombarda si può definire una delle più avanzate, si è sviluppata dalla metà degli anni ’90 raggiunge ragguardevoli dimensioni.
Obiettivo della negoziazione con le amministrazioni comunali è ottenere risultati tangibili ed esigibili in risposta ai bisogni dei pensionati, degli anziani, degli anziani non autosufficienti.
Il punto chiave del processo negoziale è la nostra capacità di individuare i bisogni e tradurli in precise richieste ai Comuni e alle Asl. Lo stesso avviene con la Regione Lombardia.
Ma di che cosa hanno bisogno le persone che rappresentiamo?
di politiche pubbliche orientate a contrastare la perdita di autonomia (devono essere stimolate le varie forme di interesse al benessere psico-fisico: socialità, cultura, sport)
di politiche pubbliche orientate a compensare la perdita di autonomia (servizi individuali e collettivi adeguati, accessibilità e vivibilità domestica e urbana)
interventi orientati al loro sostegno economico (tra le condizioni del benessere vi è l’autonomia economica).
Tabella 1: Comuni coinvolti nella contrattazione
Tabella 2: tipologia degli accordi e delle materie