Martedì
30 Settembre 2014
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san Girolamo dottore della Chiesa
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James Dean.

Ritardata e mancata consegna

Nel caso di mancata o ritardata consegna, il consumatore, se il contratto non prevede una clausola risolutiva espressa o un termine essenziale o se questa è indicata in modo generico (che normalmente mancano perché il professionista predispone ovviamente condizioni generali di contratto a suo favore), è consigliabile inviare una lettera di messa in mora, seguita eventualmente da una diffida ad adempiere, intimando per iscritto al venditore di adempiere regolarmente al contratto entro un termine che di norma non può essere inferiore a 15 giorni, salvo particolari contratti o usi diversi, preavvertendo che, qualora il venditore non provveda, il contratto dovrà intendersi risolto.

Risoluzione significa che le parti restituiscono le prestazioni reciprocamente eseguite (ad esempio: il venditore restituisce il prezzo e il compratore restituisce i mobili già consegnati), mentre la parte che è inadempiente deve risarcire il danno subito e documentato dall’altra. Naturalmente, se nel contratto è stabilito un termine di consegna preciso, valevole come termine essenziale, la diffida potrà essere inviata solo quando questo termine è trascorso, dopo tale data si può considerare il contratto automaticamente sciolto e si possono chiedere al venditore direttamente i danni.

Bisogna tenere presente che la diffida ad adempiere non è un obbligo ma solo una facoltà, della quale il consumatore ha interesse ad avvalersi per potersi liberare da un vincolo contrattuale che diventa eccessivamente gravoso per il ritardo che si subisce. Vi sono però casi in cui il consumatore ha più interesse ad una consegna rapida o conforme che non a risolvere il contratto che comporterebbe, per la ricerca di un nuovo venditore, l’attesa di tempi assai lunghi. In questi casi è possibile limitarsi a costituire in mora il venditore, con riserva espressa di chiedere il risarcimento di tutti i danni, che si potranno documentare, derivanti dalla cattiva esecuzione del contratto.

Nel caso si sia concordata una data di consegna meramente indicativa (es: un mese, una settimana ecc.) è consigliabile inviare una diffida ad adempiere stabilendo un termine non inferiore a 15 giorni, trascorso tale termine il contratto si intende risolto e si potrà chiedere al venditore il risarcimento dei danni.

Per quanto attiene la quantificazione del danno, questa deve comprendere, per legge, sia la perdita subita dal danneggiato sia il suo mancato guadagno, a condizione però che siano conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento subito.

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