Presidente, con questo accordo si torna a cercare un rapporto di concertazione fra sindacato e amministratori locali. Che valore hanno per voi le Linee d’intesa e cosa vuol dire nella prassi negoziale averle firmate?
Riprendere un rapporto di concertazione con il sindacato per noi vuol dire riattivare un percorso che ha dato frutti positivi in passato e che in futuro può far rinascere sinergie significative, soprattutto per cittadini che sono in condizioni di bisogno o che evidenziano particolari fragilità. In questo senso i problemi della popolazione anziana sono tra le priorità di ogni amministratore locale.
Quali sono i punti che più caratterizzano l’intesa?
Innanzitutto la previsione di incontri da effettuarsi tra le parti nei mesi in cui si elabora il Bilancio. Quello è il momento in cui individuare insieme obiettivi e priorità, ma anche risorse, magari attraverso innovazioni o sperimentazioni; e stabilire un percorso condiviso per sviluppare politiche sociali, all’interno delle norme di applicazione della Legge n. 328/2000, che resta il faro per il sistema. In Lombardia abbiamo un importante strumento di programmazione dei servizi socio-sanitari, cioè i Piani di Zona, e possiamo quindi garantire un’attenta politica di coordinamento intercomunale e omogeneità nei servizi erogati nel medesimo territorio. Inoltre nel documento abbiamo declinato una serie di interventi concreti, dalle agevolazioni tariffarie ai servizi domiciliari, dalla formazione permanente ai problemi della sicurezza, per aiutare i Comuni ad individuare le attività realizzabili, compatibilmente con le risorse economiche a disposizione.
Le politiche socio-assistenziali e dei servizi alle persone si inseriscono in un quadro molto problematico dovuto ai tagli che le leggi finanziarie hanno messo in atto e che oggi si presenta ancora restrittivo. Che spazi ci sono, dunque, per non tagliare ed operare a favore delle fasce più deboli, degli anziani e dei non autosufficienti?
Siamo ai primi di novembre e il cammino della Finanziaria 2007 è ancora lungo. L’Anci ha sottolineato più volte l’importanza di dotare gli enti locali delle risorse necessarie a garantire i servizi, soprattutto per le fasce deboli della popolazione. I Comuni non vogliono unirsi al coro delle proteste per il gusto di giocare al rialzo: la verità è che certi servizi vengono assicurati dai Comuni o da nessun altro ente, per cui sottrarre fondi agli enti locali in questo momento significa rendere ancora più precaria la sorte di soggetti fragili, dagli anziani non autosufficienti ai cittadini che necessitano di servizi socio-sanitari integrati. Per questo nell’intesa sottoscritta abbiamo anche previsto di intervenire congiuntamente nei confronti della Regione Lombardia, per costituire un tavolo permanente di confronto e affrontare da subito alcune problematiche urgenti, quali quelle delle rette per i ricoveri nelle Rsa
Un accordo per favorire il welfare locale
di Tino Magni segretario Spi Cgil Lombardia
“Oggi è sempre più necessario che la difesa del reddito, dei servizi alla persona per una migliore qualità della vita passino attraverso una politica di welfare locale; solo questo livello di negoziazione può infatti contrastare, prevenire il formarsi di sacche di forte disagio fra le fasce già deboli della nostra popolazione. Per questo giudichiamo molto positivo l’aver ripreso un rapporto con l’Anci Lombardia, l’associazione dei Comuni, e con la Legautonomia, che ha portato alla firma delle Linee guida per la tutela e la promozione delle persone anziane”.
Così Tino Magni, segretario Spi Lombardia commenta l’accordo raggiunto con Anci Lombardia e Legautonomia.
“Di particolare rilevanza – continua Magni - è la parte relativa agli interventi del distretto socio-sanitario, laddove si specifica la necessità di un ‘impegno sinergico dei Comuni di uno stessso territorio per l’ottimizzazione delle potenziali presenti’. Si parla così di un’attenta politica di coordinamento intercomunale che garantisca ai cittadini di un medesimo distretto pari opportunità nell’accesso e nell’erogazione dei servizi. Sono passaggi molto importanti che hanno cominciato col tradursi nella richiesta avanzata, insieme ai sindacati dei pensionati, da Anci e Legautonomie di una formale apertura di un tavolo con la Regione Lombardia proprio su tutta questa partita.
Sta adesso a noi tutti far vivere questo accordo, e questo può avvenire solo attraverso una nuova stagione negoziale”.